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CALTABELLOTTA, CITTA' ETERNA.

 

 Chiesa delle Madrice sul luogo in cui i Sicani adoravano il Dio Kronos; nei pressi l'altare sacrificale e la necropoli sicana

il monumento ai caduti della I guerra mondiale opera dello scultore italo-americano Joseph Nicolosi

Le origini. 

 

  • Già i Sicani (prima civiltà preistorica insediatasi nella Sicilia Occidentale) abitavano Caltabellotta.  Hanno lasciato alcune necropoli, due altari sacrificali e per molti secoli il ricordo di culti ed usanze.  Sulle alture Caltabellottesi sorgeva la citta di Kamicos o Camico. Qui, secondo il mito, Dedalo fuggito dal labirinto di Creta volando con le ali di cera, fu ospite del re Kokalo. Questi fece uccidere Minosse che intanto da Creta aveva raggiunto questi luoghi e Dedalo per vendicarsi dei torti subiti in precedenza e che avevano portato alla nascita del minotauro rinchiuso nel labirinto.  A causa dell'influenza Greca fu vivo il culto del Dio Kronos nell'area della attuale Chiesa della Madrice

L'epoca greco-fenicio-romana.

 

  • L'area su cui sorge Caltabellotta vide l'incontro e lo scontro tra la civiltà della Magna Grecia ad occidente e quella punico-fenicia ad oriente. Importanti nel territorio circostante le tracce degli insediamenti greco-fenici.   
  •  In epoca romana si chiamò Triokala e fu il centro principale della rivolta della popolazione siciliana contro i Romani durante la II guerra servile. (104-99 a. C.)  Nelle sue campagne numerosi sono i siti ove avvennero cruente battaglie che alla fine videro prevalere le legioni romane.
  • Le tracce degli insediamenti romani e poi bizantini si trovano sia nei pressi dell'abitato che della frazione S. Anna.

L'epoca medievale.

 

  • Notevoli sono i segni della dominazione araba.  Lo stesso nome di Calatabellotta e poi Caltabellotta deriva dal toponimo arabo Qal'at-al-Ballut che significa "fortezza delle querce" a sottolineare sia la ben nota difendibilità per fattori naturali sia la ricchezza della vegetazione arborea spontanea.   Gli Arabi ci hanno lasciato la pianta mediavale del centro storico e numerosi resti di costruzioni di tipo militare tra cui, molto ben conservata, la torre campanaria che accompagna la chiesa delle Madrice, all'epoca Moschea.
  • Con la riconquista cristiana sorgono ulteriori costruzioni quali il castello e numerose chiese e monasteri
  • Ne 1194 il castello fu rifugio per la regina Sibilla e per il figlioletto Guglielmo III.  I due rappresentavano l'alternativa voluta dalla nobiltà siciliana che si opponeva all'incipiente dominio svevo-normanno che porterà Enrico VI di Svevia, padre di Federico II,  a regnare sulla Sicilia. Data l'imprendibilità militare del sito, solo con l'inganno I due furono fatti uscire e catturati.
  • Federico II, grande imperatore che rese la Sicilia faro di civiltà per il mondo intero, non ebbe discendenti alla pari e presto la Sicilia passò sotto il dominio francese con Carlo I d'Angiò.  La successiva rivolta dei siciliani con la Guerra dei Vespri si concluse nel 1302 quando proprio a Caltabellotta fu siglato un trattato tra i francesi e la dinastia spagnola degli Aragonesi.  Al trattato seguì per la Sicilia un periodo di relativa autonomia che si concluse nel 1414.

L'epoca moderna e contemporanea.

 

  • Con il progressivo declino della grande proprietà terriera nobiliare si diffonde un tessuto socio-economico fatto di piccoli proprietari.
  • Parallelamente mancano le condizioni altrove presenti (purtroppo) per la nascita di una vera e propria criminalità organizzata per cui rimane nella storia solo qualche sporadico caso di banditismo dai risvolti per certi versi romantici come fu quella di Paolo Grisafi "Marcuzzu".
  • La storia  di Caltabellotta è anche legata al contributo dato in termini di vite umane in occasione delle due guerre mondiali del novecento.  Tra le vittime anche la popolazione civile in occasione dei bombardamenti subiti dal territorio circostante per la presenza di postazioni tedesche.
  • Il novecento è stato anche il secolo che ha visto molti caltabellottesi emigrare in cerca di fortuna sia verso le Americhe che verso altri Paesi europei.  Molti sono anche coloro i quali sono emigrati nelle più ricche Regioni dell'Italia settentrionale.
  • Nel campo delle belle arti la storia contemporanea di Caltabellotta ci regala l'opera dei grandi scultori Joseph Nicolosi e Salvatore Rizzuti

 

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