|
CALTABELLOTTA, CITTA' ETERNA.
|
|
|
Le origini.
|
|
|
- Già i Sicani (prima civiltà
preistorica insediatasi nella Sicilia Occidentale) abitavano Caltabellotta.
Hanno lasciato alcune necropoli, due altari sacrificali
e per molti secoli il ricordo di culti ed usanze. Sulle
alture Caltabellottesi sorgeva la citta di Kamicos o Camico. Qui,
secondo il mito, Dedalo fuggito dal labirinto di Creta volando
con le ali di cera, fu ospite del re Kokalo. Questi fece uccidere
Minosse che intanto da Creta aveva raggiunto questi luoghi e Dedalo
per vendicarsi dei torti subiti in precedenza e che avevano portato
alla nascita del minotauro rinchiuso nel labirinto. A causa
dell'influenza Greca fu vivo il culto del Dio Kronos nell'area
della attuale Chiesa della Madrice
|
|
L'epoca greco-fenicio-romana.
|
|
|
- L'area su cui sorge Caltabellotta vide l'incontro
e lo scontro tra la civiltà della Magna Grecia ad occidente
e quella punico-fenicia ad oriente. Importanti nel territorio
circostante le tracce degli insediamenti greco-fenici.
- In epoca romana si chiamò Triokala
e fu il centro principale della rivolta della popolazione siciliana
contro i Romani durante la II guerra servile. (104-99 a. C.) Nelle
sue campagne numerosi sono i siti ove avvennero cruente battaglie
che alla fine videro prevalere le legioni romane.
- Le tracce degli insediamenti romani e poi bizantini
si trovano sia nei pressi dell'abitato che della frazione S. Anna.
|
|
L'epoca medievale.
|
|
|
- Notevoli sono i segni della dominazione araba.
Lo stesso nome di Calatabellotta e poi Caltabellotta deriva
dal toponimo arabo Qal'at-al-Ballut che significa "fortezza delle
querce" a sottolineare sia la ben nota difendibilità per
fattori naturali sia la ricchezza della vegetazione arborea spontanea.
Gli Arabi ci hanno lasciato la pianta mediavale del
centro storico e numerosi resti di costruzioni di tipo militare
tra cui, molto ben conservata, la torre campanaria che accompagna
la chiesa delle Madrice, all'epoca Moschea.
- Con la riconquista cristiana sorgono ulteriori
costruzioni quali il castello e numerose chiese e monasteri
- Ne 1194 il castello fu rifugio per la regina
Sibilla e per il figlioletto Guglielmo III. I due rappresentavano
l'alternativa voluta dalla nobiltà siciliana che si opponeva
all'incipiente dominio svevo-normanno che porterà
Enrico VI di Svevia, padre di Federico II, a regnare sulla
Sicilia. Data l'imprendibilità militare del sito, solo
con l'inganno I due furono fatti uscire e catturati.
- Federico II, grande imperatore che rese la Sicilia
faro di civiltà per il mondo intero, non ebbe discendenti
alla pari e presto la Sicilia passò sotto il dominio francese
con Carlo I d'Angiò. La successiva rivolta dei siciliani
con la Guerra dei Vespri si concluse nel 1302 quando proprio a
Caltabellotta fu siglato un trattato tra i francesi e la
dinastia spagnola degli Aragonesi. Al trattato seguì
per la Sicilia un periodo di relativa autonomia che si concluse
nel 1414.
|
|
L'epoca moderna e contemporanea.
|
|
|
- Con il progressivo declino della grande proprietà
terriera nobiliare si diffonde un tessuto socio-economico fatto
di piccoli proprietari.
- Parallelamente mancano le condizioni altrove
presenti (purtroppo) per la nascita di una vera e propria
criminalità organizzata per cui rimane nella storia solo qualche
sporadico caso di banditismo dai risvolti per certi versi romantici
come fu quella di Paolo Grisafi "Marcuzzu".
- La storia di Caltabellotta è anche legata
al contributo dato in termini di vite umane in occasione delle
due guerre mondiali del novecento. Tra le vittime anche
la popolazione civile in occasione dei bombardamenti subiti dal
territorio circostante per la presenza di postazioni tedesche.
- Il novecento è stato anche il secolo che
ha visto molti caltabellottesi emigrare in cerca di fortuna sia
verso le Americhe che verso altri Paesi europei. Molti sono
anche coloro i quali sono emigrati nelle più ricche
Regioni dell'Italia settentrionale.
- Nel campo delle belle arti la storia contemporanea
di Caltabellotta ci regala l'opera dei grandi scultori Joseph
Nicolosi e Salvatore Rizzuti
|